Rigenerare il suolo e salvare il vino | La lezione che arriva dell’Argentina

Micaela Kuri della Cantina l’Orange
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Se c’è una parola che nel 2025 risuona forte nei corridoi delle migliori cantine del mondo, quella è rigenerazione. E se c’è una regione che la sta mettendo in pratica con una visione tutta sua, quella è la Valle de Uco, ai piedi delle Ande argentine. Qui, tra alte quote, suoli estremi e cieli limpidi, nasce una nuova filosofia del vino che affonda le radici nella terra. Letteralmente.
💬 “Massima diversità porta resilienza” – è il mantra di Micaela Kuri, enologa visionaria e pioniera dell’agricoltura rigenerativa, che lavora tra le vigne della Finca Tikal Natural e della cantina L’Orange. Il suo approccio? Una fusione armonica di enologia, agroecologia e cultura indigena. Non si tratta solo di produrre buon vino, ma di salvare il suolo per salvare il futuro.
🍷 Vino e clima: un matrimonio in crisi?
Il cambiamento climatico non è più un problema di domani. È adesso. E la vite lo sente tutta: ondate di calore, grandinate killer, vendemmie anticipate e uve bruciate dal sole. Gli effetti? Acini stressati, vini sbilanciati, terroir che perdono identità.
In uno scenario che secondo l’Inra potrebbe far sparire l’85% dei vigneti globali entro fine secolo, l’Argentina ha scelto di reagire. E Mendoza, con il suo 70% della produzione vinicola nazionale, è diventata un laboratorio a cielo aperto. La parola d’ordine: rigenerazione.
🌾 La biodinamica come rivoluzione silenziosa
Micaela non parla di rivoluzione con toni fragorosi, ma i suoi gesti tra i filari parlano chiaro. Coperture vegetali per trattenere l’umidità, letame di lama e pecore come fertilizzante naturale, varietà autoctone e zero pesticidi. A terra non c’è “disordine”: c’è biodiversità controllata. L’erba alta? Fa parte del piano.
In una mano tiene semi, compost e palle d’argilla. Nell’altra, un’idea semplice ma potente: il suolo sano è il miglior alleato contro la crisi climatica.
🌽 Metodo Milpa: dall’antico sapere, una chiave per il futuro
Non è solo biodinamica, è un ritorno alle origini. Kuri applica anche il sistema Milpa, pratica ancestrale delle popolazioni indigene latinoamericane: mais, fagioli e zucche che crescono insieme, si supportano, arricchiscono il terreno. È policoltura intelligente, è cooperazione vegetale. È rigenerazione innovativa, ma che attinge dal prezioso sapere antico per riportare un’armonia che, in questi casi, si rivela di fondamentale importanza.
Inoltre, Alla Finca Tikal Natural, la vite non è sola. Ci sono animali, erbe spontanee, insetti utili, piante medicinali. Tutto convive, tutto ha un ruolo. Si parla di simbiosi, non di controllo. E il vino? Ne esce più complesso, più profondo, più vero.

Resilienza e biodiversità
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🍇 Il risultato nel bicchiere
I bianchi guadagnano freschezza nonostante il caldo. I rossi conservano tannini eleganti e una beva succosa. Il terroir? Si sente, eccome. Ma con un twist nuovo: quello della resilienza. E se il mondo cambia, il vino argentino risponde. Con forza, con grazia. Con radici solide nel suolo rigenerato.
La lezione di Kuri va oltre l’Argentina. Il suo lavoro è osservato con interesse da enologi di tutto il mondo. Perché mentre la “wine belt” si sposta, chi coltiva la terra con rispetto oggi potrebbe essere l’unico a poterlo fare ancora domani. Rigenerare il suolo non è solo un atto agricolo. È un gesto di visione. Un vino che nasce da una terra viva ha più possibilità di sopravvivere al futuro. E magari, anche di raccontarlo.